| Intervista di Totti a Vanity Fair | ||||
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![]() Allora Totti, il suo matrimonio è sempre molto chicchierato. Non mi vergogno di dire che amo profondamente Ilary, ma trovo imbarazzante farlo in risposta a un pettegolezzo, quasi avessi bisogno di trovare il modo per metterlo a tacere. Quasi mi dovessi giustificare, come marito e come padre Siete una coppia famosa: è normale, purtroppo. Vero. E quando si è sotto i riflettori come noi, è giusto scontare anche qualche rovescio della medaglia. Ma nei nostri confronti c’è un accanimento che sconfina nella manipolazione Per esempio? Quelle fotografie scattate qui a Sabaudia, vorrebbero dimostrare che io ho avuto un attacco di libidine nei confronti di Alessandra Pierelli. Sono strumentali a una tesi: Totti è un inguaribile donnaiolo e Ilary una che se lo deve sopportare. Perccato non abbiano scritto che la Pierelli è stata fidanzata con un calciatore che è uno dei miei migliori amici, Giancarlo Pantano. Mi ha rattristato la loro separazione. Lei la conosco da sempre e non la guarderei mai con intenzioni, sarebbe un gesto senza onore. E scrivere una falsità - perchè nascondere delle informazioni ai lettori è come mentire - è una scorrettezza insopportabile. Non se la sta prendendo troppo? Non ho nulla contro chi fa cronaca rosa, il nostro matrimonio è stato, volutamente, un evento televisivo. Ma ci deve essere del vero, altrimenti è una violenza nei confronti di una famiglia. Se ti lamenti dicono che non sei ironico, che non sai stare al gioco, ma quanto dura questa partita? A me sembra che siano finiti supplementari e rigori. E che alla fine abbiamo vinto Ilary e io. Ora basta. Intorno a noi c’è troppa invidia. Ma che cosa succede in casa Totti se lei fa un apprezzamento su un’altra donna? Nulla. Con Ilary giochiamo molto, ci sfottiamo, c’è grande confidenza. Siamo una coppia giovane, non ci trovo nulla di scabroso nel fare una battuta. Sempre meglio che far finta di nulla e raccontarsi una bugia. La sincerità paga sempre. Naturalmente la cosa vale anche per lei Però dica la verità: lei se l'è presa quando Ilary ha raccontato a Vanity Fair che tutti la fanno passare per la moglie vittima, ma che in fondo anche lei potrebbe avere un amante segreto a Milano. Un po' sì. Sono orgoglioso e certe cose le prendo sul serio. Quella di Ilary era una provocazione, io l'ho capita, ma per la gente non è detto che sia così. Una cosa è scherzare tra noi, altro è farlo con i giornali. Però la capisc: appena mi muovo mi appiccicano un nuovo flirt. Uno prova a far finta di nulla, ma non ti abitui mai e in realtà rosichi. In quattro anni di matrimonio come è cambiata Ilary? e come è cambiata la vostra storia? Se non le dispiace ci metto anche i tre di fidanzamento. Più passa il tempo e più stiamo bene insieme. Diventiamo più consapevoli, più forti. E' bello vedere che un rapporto può sempre crescere. ![]() Ma lei non era "il gladiatore", temuto in campo e fuori? Continuate a crederlo, mi fa comodo. Non mi sento meno furo se dico che io e Ilary siamo fatti l'uno per l'altra. Non parlo bene di lei per cortesia, ma perchè in realtà a me piace parlare di Ilary. Cosa vi unisce? Visti dall'esterno sembriamo molto diversi, ma non lo siamo affatto. Tra noi c'è un profondo rispetto, ci siamo sempre confrontati molto e i nostri valori - la famiglia, la lealtà, la semplicità - coincidono. Ilary è positiva. Con noi però, l'anno scorso, sua moglie ha ammesso di essere un'egoista: prima io, poi gli altri. Se piaci a te stesso piaci anche agli altri. E poi Ilary non è una che vuol fare la fenomena: è solo testarda. Non molla mai, mollo prima io. Passa per freddina: lei stessa conviene di non essere espansiva. A me sembra fin troppo calorosa, da tutti i punti di vista. Anche quando la guardo in TV non mi da l'idea di una surgelata, anzi. PEr me è bravissima, sono orgoglioso di lei. Vede, Ilary è una persona che ti fa stare bene. La vita del dopo lavoro di un calciatore non è tutta rose e fiori, avere al tuo fianco una persona capace di scacciae i cattivi pensieri è una risorsa indispensanbile. E lei, quando serve, sa mettersi al secondo posto. Come vi è venuto in mente di andare in vacanza in Grecia in un villaggio Valtur? Non temevate l'assalto della folla? Non ci sentiamo diversi, non vogliamo fare i vip. Per un apio di giorni fai qualche foto ricordo e firmi qualche autografo, poi tutto liscio. E poi ci divertiamo a stare con la gente, a fare nuove amicizie. Il villaggio è anche una scelta dettata dalle esigenze dei bambini. A portarli in giro per il mondo non mi fido molto, soprattutto per via del cibo. Sono un padre apprensivo. Come descriverebbe il suo rapporto con Cristian e Chanel? L'amore che provo per i miei figli non lo provo per nessuno. Quello per Ilary è un altro tipo di amore, un amore di coppia. Per Cristian e Chanel ho un sentimento di sangue, di protezione. E' difficile trasmettere l'emozione di essere padre senza sembrare banale, perchè il sentimento del bene sembra sempre banale, scontato. All'inizio mi facevo sempre parecchie domande su come avrei affrontato la paternità. Poi lungo il cammino, fai cose che nemmeno ti sognavi. Sopri di avere qualità che non sospettavi. Che cosa le piace fare con i suoi figli? Giocare: per me è un mezzo fondamentale per creare un rapporto. Nei primi sei mesi si fa fatica, è difficile interagire, ti senti un po' escluso. Mangiano, dormono sono accuditi e un uomo sente meno la loro presenza. Solo dopo capisci di essere diventato padre. Che bambini sono? Cristian è più simile a me: permaloso ma sorridente. Chanel è una femmina, molto smorfiosa, ci tiene a fare colpo. Tutta Ilary. ![]() Nel mestiere di padre quanto ha contato l'esempio dei suoi genitori? Mio padre lavorava molto, è più con mia madre che ho avuto un rapporto d'affetto. Non mi piacciono i bambini sguaiati, non lo ero io e non voglio che lo siano loro. Li sgrido ma non riuscirei mai ad alzare le mani. Ho cercato di dare alla mia voce un tono più autoritario ma non funziona sempre e capita che non ti ascoltano. Sono bravissimi a fare gli indifferenti. Chi è il più severo? A me sembra più severa Ilary, però a fare il polizziotto cattivo sono più bravo io. Lo sa, vero, che sua moglie non ci pensa a un altro figlio? Ilary scherza: noi abbiamo un accordo segreto, il terzo figlio è una garanzia. Anzi, l’ideale sarebbe avere un altro maschio e un’altra femmina. Però non adesso Godiamoci la crescita di Chanel e lasciamo che Ilary si goda il suo percorso professionale Perchè questa voglia di una grande famiglia? Ho solo un fratello ma sono cresciuto con i miei cugini: ho il mito del clan. Poi, avendo la possibilità economica mi sembrerebbe uno spreco rinunciarci. I tifosi giallorossi la venerano per i 20 anni di militanza, per i record di gol e di presenze. Chi glielo fa fare? non si sente appagato? Non so nemmeno che cosa voglia dire la parola. Non mi fermo. E poi, sul più bello? Cerco sempre di andare oltre. Non è fame di successi, è puro divertimento e voglia di migliorarsi. Campione d'Italia, campione del mondo, una bacheca piena di titoli e record: non sarà facile fare meglio di così. Vero, ma credo ancora nelle mie potenzialità. Certo non sono più un ragazzino e sarei sciocco se mi comportassi come tale. Però ho firmato per 5 anni e li voglio onorare al meglio. So che posso fare ancora bene, vincere qualcosa con la Roma. Una coppa europea mi manca in bacheca. Di Rosella Sensi presidente della Roma che cosa pensa? Una leader di gran carattere, come era suo padre Franco. Sa che cosa vuole e sa essere dura. Nel mondo del calcio per una donna è sempre più complicato: è un ambiente pieno di marpioni che te se magnano. Non è semplice il suo ruolo, specie in momenti come questo. Non ha mai pensato di andarea a vivere e giocare all'estero? Ho fatto una scelta di cuore e di vita consapevole: la stessa maglia tutta la vita. Di occasioni ce ne esono state tante, ora magari un po' meno, però non ho rimpianti nè rimorsi. Ci ho pensato in effetti di andare via. Dopo lo scudetto, nel 2001, ci sono stati dei problemi con la società e i tifosi, e ho avuto un momento in cui avrei potuto lasciare la Roma. Abbiamo chiarito, non è successo. ![]() Paolo Maldini, ex capitano del Milan, al momento di congedarsi dal suo pubblico dopo 25 anni di carriera è stato fischiato. A lei potrebbe succedere? Una cosa brutta. Paolo va rispettato, in campo e fuori. Quello che ha fatto per il Milan e per l'Italia appartiene alla storia del calcio. Ma una minoranza, senza valori, c'è sempre. Aspettare un uomo a fine carriera per denigrarlo è una cosa senza senso. La contestazione è un diritto, lo stile una scelta. Spero che a meno non capiti. Per i suoi figli che cosa sogna? Non ho mai fatto grandi progetti sul loro conto. Cerco di educarli come persone oneste: per me la parola rispetto è la base della vita. Se Cristian vorrà giocare a calcio bene, altrimenti sarò felice che faccia serenamente altro. Credo che i genitori debbano essere un esempio, ma che i figli non possano diventare fotocopie. Intervista di di Giovanni Audiffredi su Vanity Fair 38/09 |








